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CAPITOLO VI

Come Frate Egidio fu provveduto miracolosamente in una grande necessità, che per la grande neve non potea andare per la limosina.

 

Essendo Frate Egidio a Roma con uno Cardinale abitante, appressandosi alla Quaresima maggiore, e non avendo quella quietudine mentale che egli desiderava, dice al Cardinale: Padre mio, di vostra licenzia, col mio compagno voglio per mia pace andare a fare questa Quaresima in qualche luogo solitario. Risponde Messer lo Cardinale: Deh Frate mio carissimo, e dove vuoi tu andare? egli è la carestia grande: voi siete ancora poco usi, deh piacciati di voler rimanere nella corte mia, imperocchè a me sarà singular grazia di farvi dare di ciò, che vi sia bisogno per lo amore di Dio. Vuole pure andare Frate Egidio; e andò fuori di Roma in su uno alto monte, dov’era già istato anticamente un Castello, e trovovvi una chiesa derelitta, che si chiamava Santo Lorenzo, e ivi entrò egli e ‘l compagno, e stavansi in orazione e in molte meditazioni non erano cognosciuti, e però poca riverenzia e divozione era a loro avuta; il perchè sosteneano grande penuria: e per agginnta venne una grande neve, e durò più dì. Costoro non potevano uscire di chiesa, e a loro non era mandato niuna cosa da vivere, e da loro non ne avevano, e stettono così rinchiusi tre dì naturali. Vedendo Frate Egidio, che della sua fatica non potea vivere, e per la limosina non si potea andare, disse al compagno: Fratello mio carissimo, chiamiamo il nostro Signore ad alta voce, che per la sua pietade ci provveggia in tanta estremitade, e necessitade; perocchè alquanti Monaci essendo in grande necessitade, chiamarono a Dio; così la divina provvidenzia gli provvide nelli loro bisogni, e ad esemplo di costoro si puosono in orazione, pregando Iddio con tutto l’affetto, che a tanta necessitade ponesse rimedio. Iddio ch’è somma pietà, riguardò la fede e la devozione e la semplicità e ‘l fervore di cotestoro in questo modo. Uno uomo, riguardando inverso la chiesa dov’era Frate Egidio e ‘l compagno, ispirato da Dio disse infra sè: Forse che in quella chiesa è qualche buona persona a fare penitenzia, e per lo tempo della neve tanto moltiplicata, non hanno il bisogno loro, e conseguentemente potrebbono morire di fame: e sospinto dallo Spirito Santo, disse: Per certo ch’io voglio andare a sapere, se la mia immaginazione è vera, o no, e tolse alquanti pani e uno vaso di vino, e mettesi in via; e con grandissima difficoltà pervenne alla predetta chiesa, dove trovò Frate Egidio col compagno divotissimamente istare in orazione; ed erano per la fame tanto distrutti che nella apparenza mostravano piuttosto uomini morti, che vivi. Ebbe a loro grande compassione, e rifrigerati e confortati, ritornò; e disse a’ vicini suoi la stremitade e necessitade di questi frati, e induce e priega per Dio che a loro sia provveduto, di che molti ad esemplo di costui, portarono loro del pane e del vino e dall’altre cose necessarie da mangiare, per l’amore di Dio; e per tutta quella Quaresima ordinarono infra loro, che e’ furono provveduti nelle loro necessitadi. E considerando Frate Egidio la grande misericordia di Dio, e caritade di costoro, dice al compagno: Fratello mio carissimo, insino a ora noi abbiamo pregato Iddio, che ci provegga nella nostra necessitade, e siamo stati esauditi; e però a lui si conviene riferire grazia e gloria, e orare per costoro che ci hanno pasciuti delle loro limosine, e per tutto il popolo Cristiano. E in grande fervore e divozione tanta grazia concedette Iddio a Frate Egidio, clle molti ad esempio di lui lasciarono questo cieco mondo, e molti altri che non erano disposti ad essere religiosi, fecero nelle loro case grandissima penitenza.