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3. Capitolo della santa Umiltade.

Non può alcuna persona venire in alcuna notizia e cognoscimento di Dio, se non per la virtù della santa umiltade; imperocchè la diritta via d’andare in su, si è quella d’andare in giù. Tutti li pericoli e li grandi cadimenti, che sono intervenuti in questo mondo, non sono venuti da altra cagione se non dalla elevazione del capo, cioè della mente in superbia; e questo si pruova per lo cadimento del Demonio che fu cacciato dal Cielo, per lo cadimento del primo nostro parente, cioè Adamo, che fu cacciato del Paradiso per la elevazione del capo, cioè per la inobbedienzia; ed ancora per lo Fariseo, del quale parla Cristo nel Vangelio, e per molti altri esempli: e così per lo contrario; cioè che tutti li grandi beni, che mai accaddono in questo mondo, tutti sono proceduti per lo abbassamento del capo, cioè per la umiliazione della mente; siccome si prova per la beata umilissima Vergine Maria, e per lo Pubblicano, e per lo Santo Ladrone della Croce, e per molti altri esempli della Scrittura. Ed imperò sarebbe buono, se noi potessimo trovare alcuno peso grande e grave, che di continuo noi lo potessimo tenere legato al collo, acciocchè sempre ci tirasse in giù, cioè che sempre ci facesse umiliare. Un Frate domandò Frate Egidio: Dimmi padre, in che modo potremo noi fuggire questa superbia? al quale Frate Egidio rispuose: Fratello mio, disponti di questo, cioè non sapere giammai di potere fuggire la superbia, se ‘n prima tu non poni la bocca dove tu tieni li piedi: ma se tu consideri bene li beneficj di Dio, allora tu cognoscerai bene, che per debito tu se’ tenuto d’inchinare il capo tuo. E ancora, se tu penserai bene li tuoi difetti, e le molte offensioni che hai fatte a Dio, al postutto arai cagione d’umiliarti. Ma guai a quelli, che vogliono essere onorati della loro malizia! Un grado d’umiltade è in colui, lo quale si conosce esser contrario al suo proprio bene. Un grado d’umiltade a rendere le cose altrui; a colui di cui sono, e non appropriarle a sè medesimo; cioè a dire, ch’ogni bene e ogni virtù che l’uomo truova in sè, non la debba appropriare a sè, ma solamente a Dio, dal quale procede ogni grazia e ogni virtù e ogni bene; ma ogni peccato e passione dell’anima, o qualunque vizio l’uomo truova in sè, si debbe appropriarlo a sè, considerando che procede da lui medesimo e dalla propria malizia, e non da altri. Beato quello uomo, che si cognosce e reputasi vile dinanzi a Dio, e così dinanzi agli uomini! Beato colui che sempre giudica sè, e condanna sè medesimo e non altrui! perocchè egli non sarà giudicato da quello terribile, e ultimo giudicio eternale. Beato colui, che andrà sottilmente sotto il giogo della obbedienzia, e sotto il giudicio d’altri, siccome feciono li santi Apostoli, dinanzi e dappoi che ricevettono lo Spirito Santo! Ancora disse Frate Egidio: Colui che vuole acquistare e possedere perfetta pace e quiete, conviene che reputi ogni uomo per suo superiore, e conviene che egli sempre si truovi suddito, e inferiore di tutti. Beato quello uomo, che non vuole nelli suoi costumi e in nel suo parlare esser veduto, nè cognosciuto, se non in quella pura composizione e in quello adornamento semplice, lo quale Iddio gli adornò e lo compuose! Beato quello uomo, che sa conservare e ascondere le revelazioni, e le consolazioni divine! perocchè non è nessuna cosa tanto segreta, che non la riveli Iddio quando a lui piace. Se alcuno uomo fosse il più perfetto, e ‘l più santo uomo del mondo; ed egli si reputasse e credesse essere il più misero peccatore, e lo più vile uomo del mondo, in questo sarebbe vera umiltade. La santa umilitade non sa favellare, e lo beato timore di Dio non sa parlare. Disse Frate Egidio: A me pare, che la umiltade sia simile alla saetta del truono: perocchè così come la saetta fa percussione terribile, rompendo, fracassando, e abbruciando ciò che ella coglie, e poi non se ne truova niente di quella saetta; così similemente la umiltà percuote e dissipa e abbrucia e consuma ogni malizia, e ogni vizio e ogni peccato; e poi non si truova esser da niente in sè medesimo. Quello uomo che possiede umiltà, per la umiltà truova l’uomo grazia appresso a Dio e perfesta pace col prossimo.