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2. Capitolo della Fede

Tutte quelle cose che si possono pensare col cuore, o dire colla lingua, o vedere con gli occhi, o palpare colle mani, tutte sono quasi niente, a rispetto e a comparazione di quelle cose, che non si possono pensare, nè vedere, nè toccare. Tutti li Santi, e tutti li savj che sono passati, e tutti quelli che sono nella presente vita, e tutti quelli che verranno dietro a noi, che favellarono, o scrissero, o favelleranno, o scritture faranno di Dio, non dissono nè mai potranno dire di Dio tanto, quanto sarebbe uno granello di miglio, a rispetto e a comparazione del Cielo e della terra, e anche mille migliaja di volte meno. Imperocchè tutta la Scrittura che favella di Dio, sì ne parla quasi balbussando, siccome fa la madre che balbetta col figliuolo, il quale non puote intendere le sue parole, se ella parlasse per altro modo. Una volta disse Frate Egidio ad uno Giudice secolare: Credi tu, che sieno grandi li Doni di Dio? Rispuose il Giudice: Credo. Al quale Frate Egidio disse: Io ti voglio mostrare, come tu non credi fedelmente; e poi li disse: Quanto prezzo vale quello, che tu possiedi in questo mondo? Rispuose il Giudice: Vale forse mille lire. Allora Frate Egidio disse:; Daresti tu queste tue possessioni per dieci mila lire? rispuose il Giudice senza pigrizia, dicendo: Certo darei volentieri, e Frate Egidio disse: Certa cosa è, che tutte le possessioni di questo mondo sono niente, a rispetto alle cose celestiali: adunque perchè non dai tu queste tue possessioni a Cristo, per poter comperare quelle celestiali e eternali? Allora il Giudice savio della istolta scienza mondana rispose a Frate Egidio puro, e semplice: Iddio t‘ha pieno della savia stoltizia divina, dicendo: Credi tu Frate Egidio, che sia alcuno uomo, che in tanta quantitade s’adoperi colle operazioni di fuori, quant’egli crede colla credulità di dentro? Frate Egidio rispose: Vedi carissimo mio, certa cosa è, che tutti li Santi si sono istudiati d’empiere con effetto d’operazione tutto quello, che poteano e sapeano comprendere “che fosse la volontà di Dio”, secondo la loro possibilitade; e tutte quelle cose, che non poteano adempiere con effetto d’operazioni, sì le adempievano colli santi desiderj delle loro volontadi; per tale modo che‘l difetto della impossibilità, della operazione adempiano col desiderio della anima, e satisfacevano. Ancora disse Frate Egidio: Se alcuno uomo si trovasse che avesse perfetta fede, in poco tempo verrebbe a perfetto stato, per lo quale li saria dato piena certezza della sua salute. L’uomo, che con ferma fede aspetta quello eterno e sommo e altissimo bene, che danno, o che male li potrebbe fare alcuna avversità temporale in questa vita presente? E lo misero uomo che aspetta il male eternale, che bene gli potrà fare alcuna’ prosperitade, o bene temporale in questo mondo? Impertanto, quantunque l’uomo sia peccatore, non si dee però disperare per infino ch’e’ vive, della infinita misecordia di Dio; perocchè non è arbore al mondo tanto spinoso, nè tanto gropposo, nè tanto poderoso, che gli uomini non lo possono appianare e farlo pulito e adornato e farlo bello: e così non è uomo tanto iniquo, nè tanto peccatore in questo mondo, che Iddio non lo possa convertire e adornare di singulari grazie, e di molti doni di virtù.