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CAPITOLO IX

Come per li meriti di Frate Egidio, l’aniqna d’uno amico d’uno frate Predicatore fu liberata dalle pene del Purgatorio.

 

Essendo Frate Egidio infermato, di che ivi a pochi dì si morì, uno frate di Santo Domenico infermò a morte. Avea costui un suo amico frate: di che vedendolo approssimare alla morte, dice a questo frate infermo: Fratello mio, io voglio che, se Iddio il permette, dopo la morte tu ritorni a me, e che tu mi dica in che stato tu se’. Promise di tornare lo ‘nfermo, quando che fosse possibile. Morì Frate Egidio in uno medesimo dì; e dopo la morte apparve al vivo frate Predicatore e disse: Volontà di Dio fu, ch’io t’osservassi la promessa. Dice il vivo al morto: Che è di te? Rispuose il molto. Ènne bene, perocchè io morii in un dì, nel quale passò di questa vita un Santo Frate Minore che avea nome Frate Egidio, a cui, per la grande santitade, Gesù Cristo concedette, che tutte le anime che erano in Purgatorio ne menasse al Santo Paradiso, colle quali io era in grandi tormenti; e per li meriti del Santo Frate Egidio, ne sono liberato: e detto questo, di subito disparve, quel Frate, quella visione non rivelò a persona. Il detto Frate infermò e di subito suspicando che Dio l’avesse percosso, perchè non avea rivelata la virtù e gloria di Frate Egidio, mandò per li Frati Minori, e vennone a lui cinque coppie; e convocati insieme colli frati Predicatori, con grande divozione rivelò la predetta visione; e cercando molto tritamente, trovarono che in un medesimo dì passarono di questa vita.